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Quando la cultura della violenza fa notizia

 

E' da qualche giorno (e quindi forse ormai è un discorso un po'trito e ritrito), che si parla del commento di alcuni uomini sui social, tra cui un mediatore culturale, allo stupro di Rimini, avvenuto una manciata di giorni fa. 

In pratica questo "signore" ma anche altri come lui, sostiene che lo stupro è ok perchè ad un certo punto la vittima "si calma" ed è "come un rapporto sessuale normale"

Al di là del chiedersi che cosa è per questi "signori" un rapporto sessuale "normale" e che esperienze hanno fatto nella loro vita, chiunque sia dotato di buon senso ed un briciolo di empatia capisce che queste affermazioni sono folli, violente e pericolose.

 

E anche la scienza può dimostrare che queste affermazioni sono folli, violente e pericolose.

Tutti noi esseri umani, insieme a un sacco di altri animali, possediamo un complesso sistema di valutazione del pericolo e di protezione da esso che scatta in automatico ogni volta che ce n'è bisogno.

 

Oggi andremo a vedere come le donne che "si calmano" secondo la descrizione di questi uomini vigliacchi e folli, di fatto non sono calme ma si trovano in uno stato di immobilità totale che rappresenta l'ultimo baluardo dell'auto-conservazione e non certo un tacito assenso!

 

Ma partiamo dall'inizio. Per questo articolo faremo riferimento alle più recenti scoperte neurofisiologiche sul trauma che semplificheremo drasticamente per poterne cogliere gli aspetti più essenziali. 

 

Quando percepiamo uno stato di pericolo per la nostra incolumità (ad esempio un aggressore che corre verso di noi), il nostro sistema nervoso autonomo attiva una serie di risposte difensive chiamate di "Lotta o Fuga" e cioè metterci al sicuro correndo via o attaccando noi stessi l'aggressore. Ciò accade in modo del tutto automatico e involontario. Quando questo tipo di sistema è attivo ci sentiamo molto attivi e molto vigili, i muscoli sono tonici.

 

E' altamente probabile che una persona, quando subisce uno stupro, attivi inizialmente questo tipo di risposta neurofisiologica: proverà a scappare e/o se l'aggressore o gli aggressori l'hanno immobilizzata cercherà di reagire urlando, graffiando, contorcendosi,...

Ma che cosa capita se il sistema di "Lotta o Fuga" non si dimostra efficace nella protezione della persona?

 

Capita proprio quello che descrivono gli empatici "signori" di cui parlavamo all'inizio: la persona sembra essere più calma, i muscoli perdono tono, spesso non riesce ad urlare ed entra in uno stato quasi confusionale. E' un po'come se il suo corpo si spegnesse. Ma no, NON E' CALMA E NO, NON STA VIVENDO QUELLA VIOLENZA COME SE STESSE FACENDO L'AMORE.

 

Semplicemente il sistema nervoso autonomo della vittima attiva l'ultimo tentativo di auto-conservazione e fa entrare la persona in uno stato di disattivazione totale

 

Spesso infatti le vittime di abuso sessuale (così come le vittime di ogni forma di violenza psicologica, fisica e sessuale) quando si sentono completamente sopraffatte e impotenti, entrano in uno stato di disattivazione, di immobilità  in cui vi è una totale sottomissione all'aggressore. I muscoli divengono flaccidi, gli occhi sembrano vitrei, il battito cardiaco rallenta, parlare o urlare diviene impossibile e la persona prova uno stato di confusione e di distacco dalla realtà. Spesso il nostro sistema nervoso autonomo fa anche in modo che che la percezione del dolore sia molto limitata o del tutto assente

 

Gli scienziati ritengono che questa risposta serva, in tutto il regno animale, ad una morte clemente e senza dolore (si pensi alle gazzelle sbranate dai leoni). Ripeto, ad una morte clemente e senza dolore, una morte clemente e senza dolore. Per il sistema nervoso autonomo di una donna che arriva ad attivare quella risposta neuro-fisiologica di disattivazione durante uno stupro, vuole dire che si sta morendo, che gli aggressori hanno vinto e noi abbiamo perso e stiamo, lo ripeto ancora una volta, letteralmente morendo!!!!!!

Quella donna è come se fosse morta in quel momento, è come se sperimentasse nella realtà i peggiori incubi in cui non riusciamo a fuggire o a urlare o a fare niente. Ma gli incubi finiscono e non lasciano segni, nè nel corpo nè nell'anima.

 

Gli stupratori e i sostenitori della cultura della violenza, invece, leggono la reazione della loro vittima come un tacito accordo e non come l'ultimo tentativo di proteggersi da uno stato di sopraffazione totale e senza senso. Questo a mio parere è assurdo e vergognoso.

 

Ma perchè scrivere di scienza quando tutte le persone di buon senso sanno che le esternazioni che abbiamo citato oggi sono assurde e schifose?

Perchè nella mia ottica è importante che la scienza possa argomentare quello che il buon senso già ci lascia intuire, perchè in alcune aule di tribunale le donne sono state accusate di non aver urlato o opposto resistenza durante la violenza, perchè quando la vittima non ha voce ed è sopraffatta, tocca alla comunità proteggerla e ridarle quella voce che le è stata strappata via!

 

In caso desideraste approfondire gli argomenti che ho accennato in questo articolo vi consiglio la lettura di "Il trauma e il corpo", un testo dedicato agli psicoterapeuti, denso ma sicuramente interessante. 

 

 

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