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7 modi di pensare che peggiorano la tua vita

 

 

Spesso diamo troppo credito ai nostri pensieri. Permettiamo ad essi di controllare il modo in cui percepiamo il mondo e le nostre reazioni. L'approccio della mindfulness (e non solo) mette in evidenza come sovente permettiamo al nostro chiacchiericcio interiore di prendere il sopravvento rendendoci così bloccati e di cattivo umore.

 

 

 

Un esempio?

Un tuo amico non ti telefona da un po'di tempo e la tua mente subito ti propone l'idea: "Vedi?! Probabilmente non gli interessa di te!", "Tutti bravi a farsi sentire quando hanno bisogno, però poi ti abbandonano".

Magari quell'amico è semplicemente impegnato o si trova in una situazione difficile. Oppure sarà anche lui vittima degli stessi pensieri e starà aspettando che sia tu a farti sentire.

 

Un altro esempio?! Vedi un'ingiustizia (lavoratori sfruttati, animali maltrattati,...) e la tua mente ti propone subito l'idea: "Ma tanto se cambi qualcosa non sarà mai abbastanza e tutti gli altri faranno sempre lo stesso". 

Certo... ma se tutti ci liberassimo di questa trappola il mondo sarebbe davvero un posto migliore!

 

Ma quindi quali sono queste 7 trappole, questi 7 modi di pensare che contribuiscono a peggiorare la tua vita riempiendola di negatività, ansia e passività?

 

 

1. Catastrofizzare: questo stile di pensiero contribuisce ad amplificare l'ansia. In situazioni difficili, scelte, ecc, spesso tendiamo a immaginare automaticamente il risultato peggiore possibile. Si tratta del gioco del "E se..." rivolto agli scenari peggiori e più spaventosi. Per fare un esempio se io dovrò parlare in pubblico ad una conferenza, la mia mente potrà iniziare a dirmi: "E se sbaglierai tutto e ti renderai ridicola?!", "E se dirai solo sciocchezze e tutti perderanno la stima verso di te?!".

 

 

2. Esagerare con l'aspetto negativo e sminuire quello positivo: questo modo di pensare ci porta a sminuire o non riconoscere le esperienze positive, mentre tendiamo ad ingigantire i dettagli negativi. Un esempio è quando descrivi qualcosa di bello, che è andato bene e poi usi il temine "ma" per sottolineare gli aspetti che invece stanno andando male, aspetti che divengono il centro delle tue considerazioni. Ad esempio quando dici "Al lavoro sto andando bene, mi trovo bene con i miei colleghi, ma sto ancora facendo troppi errori" stai sminuendo ciò che di positivo hai costruito per concentrarti immancabilmente su errori e manchevolezza. Una cosa che puoi fare per modificare questo stile di pensiero è sostituire il "ma" con "e" per dare lo stesso peso ad entrambi gli aspetti. 

 

 

3. Leggere la mente altrui: questa trappola presuppone la convinzione di sapere ciò che gli altri pensano, sentono e il perché delle loro azioni in una data situazione senza avere delle reali prove (ad esempio senza esserti confrontato davvero con loro). Ne è un esempio la situazione che abbiamo descritto all'inizio dell'articolo, quando un tuo amico non si fa sentire da un po'e la tua mente ti dice che per lui non sei importante o che è un opportunista. E' dimostrato che queste interpretazioni tendono a favorire ansia e depressione. 

 

 

4. Essere l'eterno esperto: spesso la nostra mente non vuole concederci la possibilità di ammettere di non sapere alcune cose o di poter ammettere uno sbaglio ("Se ammetti di aver sbagliato sei debole e attaccabile"). Questa è sicuramente un'ottima ricetta per aumentare lo stress e per deteriorare le tue relazioni più importanti. Quando l'avere torto non rappresenta un'opzione possibile, puoi ritrovarti a sentirti perennemente in un tribunale in cui devi difendere le tue opinioni o le tue azioni.  

 

 

5. "Si dovrebbe": la nostra mente tende a farci sentire come dei legislatori rispetto alla nostra vita e a quella degli altri, ci fa credere di essere in possesso di un sistema di regole inoppugnabili su noi stessi, sugli altri e su tutto il mondo. Questa trappola può condurti a sviluppare sensi di colpa, rabbia e disprezzo verso te stesso e gli altri. Se infatti senti di essere tu ad infrangere le regole, rischi di sviluppare senso di colpa per non essere all'altezza delle tue stesse aspettative. Se sono invece gli altri ad infrangere è probabile che svilupperai rabbia e risentimento verso di loro. Ad esempio se la tua mente ti dice che un buon partner è quello che asseconda l'altro e non dice mai di no, rischi di entrare in conflitto con te stesso se dirai di no al tuo compagno/a e viceversa, rischi di sentirti deluso da lei/lui in caso dovesse manifestare un'opinione o una richiesta che non asseconda le tue aspettative.  

 

 

6. Il biasimo: in alcuni casi la tua mente può farti sentire che gli altri sono gli unici responsabili dei tuoi problemi o che tu sei il responsabile della sofferenza degli altri. In entrambe le facce di questa trappola, rischi di sottoporti a stress, ansia e a emozioni di rabbia e impotenza: se percepisci che sono unicamente gli altri ad essere responsabili del tuo dolore (ad esempio: "non ho amici perché le persone sono tutte opportuniste e dopo che si sono servite di me mi scartano"), ti stai privando della possibilità di cambiare, in quanto spesso è impossibile pretendere che la altre persone cambino per noi. Nell'altro caso, in cui la tua mente tende a farti percepire come l'unico responsabile del dolore degli altri (ad esempio: "il mio amico Luigi non mi chiama da un mese, sarà sicuramente colpa mia perché l'ultima volta che ci siamo visti non sono stato abbastanza gentile con lui"), è possibile che tu perda la possibilità di vedere i tuoi bisogni emotivi di base soddisfatti nelle relazioni importanti e che sperimenti rabbia, senso di colpa e impotenza. Secondo il nostro approccio, nelle relazioni non è utile cercare un "colpevole" e/o una vittima ma piuttosto cercare di capire che cosa non sta funzionando e cambiarlo insieme.

 

 

7. Il pensiero polarizzato, o pensiero tutto o nulla: la nostra mente può spesso tendere a farti ignorare le sfumature di grigio, per farti concentrare solamente sul bianco o sul nero. Che cosa significa? Facciamo un esempio banale: stai facendo l'università e la tua mente inizia a mormorarti all'orecchio: "O prendi il massimo oppure rifiuti il voto dell'esame e lo rifai". Questo tipo di pensieri può fare riferimento a come vorresti essere ("se non raggiungo il massimo allora non valgo nulla", "se non divento il migliore nel mio campo allora non avrà avuto senso provarci"), alle tue performance (come nel caso dell'esame all'università di cui abbiamo parlato poco sopra), agli altri e al mondo che ti circonda ("visto che non sono in grado con le mie sole forze di fermare il surriscaldamento globale, uso la macchina anche per piccoli spostamenti perché mi è comodo"). La pericolosità di questo stile di pensiero è quasi ovvia: rischiamo la paralisi, la mancanza di piacere nella nostra quotidianità e anche un pericoloso distacco da questioni etiche e sociali

 

 

La nostra breve carrellata finisce qui. Sicuramente non abbiamo citato tutte le trappole che la tua mente può proporti, ma abbiamo scelto di parlarti di quelle che per noi sono più rilevanti. Per scrivere questo articolo abbiamo fatto riferimento al libro "Programma Mindfulness" di Bob Stahl e Elisha Goldstein.

 

 

Se noti che spesso la tua mente ti propone le trappole che abbiamo descritto e che da solo non riesci a cambiarle, ti consigliamo di chiedere aiuto ad uno psicologo o psicoterapeuta. Un professionista può capire insieme a te la loro origine nella tua vita e pianificare con te una strategia mirata di cambiamento prendendosi cura delle tue emozioni e dei tuoi vissuti più profondi. Nella mia esperienza clinica un buon metodo di intervento può essere quello della Schema Therapy abbinato ad alcune tecniche di Mindfulness che possono aiutarti a credere sempre meno alle storie che la tua mente ti racconta e a creare un modo di pensare (e di sentire) più funzionale e meno doloroso.

 

Grazie per l'attenzione. Se desideri dire la tua o chiederci maggiori informazioni, non esitare a contattarci. 

 

 

 

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